In che senso si può parlare di estetica animale? Come si è passati dal sense of beauty animale alle esperienze estetiche che arricchiscono emotivamente la nostra vita? Esiste un nesso tra il senso estetico animale a funzione sessuale e le grandi produzioni artistiche del Paleolitico superiore? Affidandosi alla guida di Charles Darwin, questo libro, la prima introduzione in lingua italiana alle problematiche dell’estetica evoluzionistica, ha come obiettivo quello di rendere familiari le principali ricerche che leggono i fatti estetici alla luce della teoria dell’evoluzione, in una stimolante contaminazione dell’estetica filosofica con i più recenti risultati della biologia e dell’antropologia evoluzionistica.
L. Bartalesi, Estetica evoluzionistica. Darwin e l’origine del senso estetico, Carocci, roma 2012, pp. 167 – ISBN 978-8843063666.

 

Nel suo decimo Convegno Nazionale, la Società Italiana d’Estetica continua il lavoro di riflessione sui temi essenziali che costituiscono il tessuto teorico e storico dell’estetica, sempre connettendola ai problemi aperti nella società e nel dibattito filosofico attuale. La questione della “educazione estetica”, che attraversa sia temi tradizionali della disciplina, che hanno inciso in profondità sui suoi orizzonti scientifici, sia problematiche legate alla formazione e alle concrete dinamiche educative, sarà affrontata interrogando alcuni protagonisti di questi percorsi e delle loro complesse stratificazioni che coinvolgono pedagogia, psicologia, filosofia. Come ormai consueto segno della costante attenzione della Società per i più importanti studiosi stranieri della nostra disciplina, nell’ambito del convegno verrà anche conferito a Winfried Menninghaus il Premio Internazionale di Estetica per il volume dal titolo Das Versprechen der Schönheit.
Educazione estetica, X Convegno Nazionale, Pistoia 26 e 27 aprile 2012

 

Walter Benjamin, Opera d'arteE’ in libreria per  Donzelli la nuova edizione del celebre saggio di Walter Benjamin, L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, a cura di Fabrizio Desideri. Per la prima volta sono qui riunite, nella traduzione italiana di Massimo Baldi, tre versioni del saggio: quella francese (l’unica pubblicata durante la vita dell’autore) e la seconda e la terza tedesca (pubblicate postume).
Per conoscere le più importanti novità rispetto alle altre edizioni italiane vedi il pdf.

 

Firenze, venerdi 16 marzo 2012
Facoltà di Scienze della Formazione
via Laura 48, altana, terzo piano

 

Organizzato dal Seminario Permanente di Estetica, il seminario prevede la partecipazione di paleoantropologi, zoologi, genetisti, storici e filosofi della scienza e si propone di delineare un quadro teorico dell’evoluzionismo nelle sue diverse componenti disciplinari e metodologiche quale base per comprendere i processi che stanno mutando radicalmente le categorie dell’estetica occidentale. Si tratta del primo seminario in Italia in cui prospettive evoluzionistiche eterogenee convergono con l’obiettivo comune di una riformulazione in senso naturalistico del quadro concettuale dell’estetica. Dopo l’introduzione ai lavori di Fabrizio Desideri, interverranno Mauro Mandrioli (Professore associato di Genetica all’università di Modena e Reggio Emilia), Alessandro Minelli (Professore ordinario di Zoologia all’Università di Padova), Telmo Pievani (professore associato di Filosofia della scienza all’Università Bicocca di Milano), Giulio Barsanti (Professore ordinario di Storia della scienza all’Università di Firenze), Giorgio Manzi (Professore associato di Paleoantropologia alla Sapienza, Università di Roma) e Fabio Martini (Professore ordinario di Paletnologia all’Università di Firenze).
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È online il nuovo numero di Aisthesis, Etichettare / descrivere / mostrare a cura di Filippo Fimiani e Pietro Kobau. Il numero riunisce dodici articoli sulla sfide definizionali e ontologiche poste dai dispositivi para-testuali e para-operali come i titoli, i commenti critici e le descrizioni, ma anche i gesti indicali che mostrano – al posto di nominare – le opere d’arte. Il numero presenta anche una miscellanea composta da articoli sulla semiotica visuale e la negazione nell’immagine, sulla riflessione di Valery sull’immagine e il linguaggio verbale, sull’immaginazione in Shaftesbury e, infine, su Walter Benjamin e la morfologia di Goethe. Il numero è quindi concluso da una sezione di note e recensioni.

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Firenze, 17 febbraio 2012
Aula Magna della Facoltà di Scienze della Formazione, via Laura 48

Come si ridefinisce il campo concettuale dell’estetico in relazione al fiorire di ricerche che negli ultimi decenni si sono sviluppate intorno alla questione dell’identità umana e dello sviluppo di specifici atteggiamenti cognitivi ? La relazione  estetica è una modalità particolare della relazione cognitiva o rappresenta qualcosa di più complesso? Come si può pensare il rapporto tra emozioni e cognizioni nell’esercizio di atteggiamenti estetici? Quale connessione si può stabilire tra la nozione di espressivismo estetico e quella di realismo? Il convegno Riconcepire l’estetica. Prospettive a confronto – promosso congiuntamente dal «Seminario permanente di estetica, da  «Aisthesis. Pratiche, linguaggi e saperi dell’estetico e dalla «Rivista di Estetica» – si propone di discutere tali questioni in vista di una riconcezione radicale del senso dell’estetica. «Riconcepire l’estetica», dunque, a partire da un pluralismo di prospettive che, pur diverse per metodi e obbiettivi, risultano non di meno convergenti nel riconoscere il valore globale dell’estetico tanto in rapporto all’esperienza, quanto ai fini di una definizione stessa della nostra identità.

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The volume by Chiara Cantelli focuses on Florenskij’s theology of the icon, approaching it in ways that differ from the traditional paradigm previously used to interpret it. According to Cantelli, Florenskij’s is not a theology of the Invisible, but rather of the absolute Visible. To demonstrate her thesis, Cantelli draws on some paradigms of the philosophy of art of Arthur C. Danto, whose conception of the work of art seems opposite and specular to that of the Russian philosopher and theologian. Continua a leggere…

C. Cantelli, L’icona come metafisica concreta. Neoplatonismo e magia nella concezione dell’arte di Pavel Florenskij, Aestetica Preprint, 92, 2011

 

È online il nuovo numero di Aisthesis, L’estetica all’opera. Focus Genette a cura di Filippo Fimiani e Pierre-Henry Frangne. Il numero si compone di due sezioni: la prima parte raccoglie quattro testi consacrati al pensiero estetologico di Gérard Genette presentati al Convegno internazionale L’œuvre de l’art. La pensée esthétique de Gérard Genette [Università Rennes 2 Haute Bretagne, 25-27 novembre 2010]. I saggi di Pierre-Henry Frangne, Bernard Vouilloux, Roger Pouivet e Filippo Fimiani offrono una prima ricognizione critica dell’estetica di Genette sino ad oggi priva di una valutazione complessiva. La  seconda parte del numero raccoglie una miscellanea con contributi di Andrew Benjamin, Ilya Bernstein, Vincenzo Bochicchio e Chiara Cantelli.
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Che significato ha l’esperienza estetica nella nostra vita di cittadini di un mondo globalizzato e ipertecnologico? In che misura le preferenze estetiche sono dettate soltanto da emozioni e sentimenti? Quale immagine della mente umana ci restituisce un’analisi filosofica dei fatti estetici?
A tali domande questo libro risponde in maniera chiara e originale. Misurandosi con il dibattito filosofico contemporaneo ma anche con la ricerca nell’ambito delle neuroscienze e della psicobiologia, l’autore definisce l’esperienza estetica come sintesi tra gli aspetti emotivi e quelli cognitivi della percezione.

F. Desideri, La percezione riflessa. Estetica e filosofia della mente, 2011, pp. 252 – ISBN: 978-88-6030-396-7

 

Settembre 1963. Blue Velvet di Bobby Vinton domina la top ten americana. Al cinema sta per scoppiare il ciclone 007, Dalla Russia con amore, mentre dall’altra parte dell’oceano esplode come una tempesta She Loves You dei Beatles. Un giovane di nome Andy Warhol si prepara ad attraversare in auto l’America, alla scoperta del West. «Più ci dirigevamo a ovest – scrive Warhol – più sull’autostrada ogni cosa appariva pop. Improvvisamente sentivamo di far parte di qualcosa, perché anche se il pop era ovunque, per noi era la nuova arte. Una volta che diventavi pop non potevi più guardare un’insegna allo stesso modo. Una volta che pensavi pop non vedevi più l’America come prima». Continua a leggere

Andrea Mecacci, L’estetica del pop. Teorie miti della cultura di massa, Donzelli, Roma 2011, pp. VIII-200 – ISBN 9788860365811