Con ventiquattro saggi, articolati in sei quartetti, l’autore propone un’originale ricerca tesa ad una riconfigurazione del campo concettuale dell’estetico, nel suo necessario intreccio con gli altri domini del discorso filosofico (dall’ontologia all’etica, dalla metafisica alla filosofia della mente). Mentre nella prima parte (“La misura della mente”) il tenore degli scritti è teorico, seguendo una scansione logico-tematica che dalla meta-filosofia giunge all’estetica passando per la teoria della coscienza, nella seconda (“Lo spazio del sentire”) il tenore è quello di un dialogo con i classici (da Kant a Wittgenstein, da Novalis a Benjamin, da Adorno a Valéry) che contempera urgenza teoretica e analisi testuale. Più che in una chiave tematica l’unità del libro, nei due tempi di cui si compone, è da cercarsi in una chiave musicale: nel ritmo del ricercare un modus del pensiero e della sua espressione. Nella consapevolezza che la misura della mente non può essere un criterio puramente interno, dovendo misurare, nella sua esteriorità, quello spazio del sentire dal quale, con l’emergere di un’attitudine estetica, si sviluppa una mente simbolica.
F. Desideri, La misura del sentire. Per una riconfigurazione dell’estetica, Mimesis 2013
In libreria e on-line, accompagnato da un ricco e composito apparato iconografico, il volume di Filippo Fimiani, Fantasmi dell’arte. sei storie con spettatore, Liguori edizioni.
«Il destino dell’arte – un fantasma». Così scriveva il poeta romantico Novalis, diagnosticando una delle ossessioni e delle speranze che ancora preoccupano le immagini del nostro tempo. Perché un fantasma è sempre al futuro: può ritornare e riapparire in un presente che insieme lo ignora e lo ricorda, può incarnarsi in un corpo straniero che passa attraverso le parole e le cose del mondo dell’arte e trasforma i gesti della vita di tutti i giorni. Con gli strumenti delle teorie estetiche e degli studi di cultura visuale, tra storia delle arti, letteratura, cinema e fotografia, è a caccia di simili spettri che si avventura questo libro.
F. Fimiani, Fantasmi dell’arte. Sei storie con spettatore, Liguori 2013
Come forma particolare di strutturazione dell’esperienza, l’estetico ha il carattere dell’artificio: emerge dall’opera dell’uomo accrescendo la natura attraverso configurazioni segnate dalla stretta coesione dei vari elementi che agiscono nella correlazione tra organismo e ambiente marcando il possibile punto di tangenza con l’alterità. Questo tratto di artificialità emerge già quando l’esperienza estetica ha per tema la natura, sempre colta in effigie e mai come pura immediatezza. Esso, peraltro, si estrinseca laddove l’estetico diventa fattore costitutivo dell’ambiente antropologico e della stessa identità dell’individuo, dai primi segni incisi al confine dell’organismo, sulla sua stessa pelle, alle varie forme dell’esteticità diffusa, fino a istituire una realtà in cui – come oggi – sbiadisce la demarcazione tra effettualità e virtualità. Per fissare i punti estremi del perimetro entro il quale si sviluppa la dinamica dell’artificio estetico, vengono qui esaminate sia le considerazioni simmeliane sulla moda in quanto fenomeno tipico della scena metropolitana, sia le indagini adorniane sul bello naturale in quanto punto di torsione della dialettica negativa in teoria estetica. Pertanto, le due letture di cui si compone il volume intendono anche offrire chiavi di accesso a universi speculativi particolarmente complessi come sono le riflessioni estetiche di Simmel e Adorno.
G. Matteucci, L’artificio estetico. Moda e bello naturale in Simmel e Adorno, Mimesis 2012
Aisthesis. Pratiche, linguaggi e saperi dell’estetico is pleased to announce the international Conference Aesthetic preferences, language games and forms of life: from Ludwig Wittgenstein that will be held in Florence from 24 to 26 January 2013.
Invited Speakers: A. Arbo (Strasbourg), S. Borutti (Pavia), J.-P. Cometti (Provence-Aix-Marseille), F. Desideri (Firenze), G. Di Giacomo (Roma La Sapienza), G. Matteucci (Bologna), L. Perissinotto (Venezia), M. Rowe (East Anglia), S. Säätelä (Bergen), V. Sanfélix (València), J. Schulte (Zürich), K. Stock (Sussex), G. Tomasi (Padova), A. Voltolini (Torino), E. Caldarola (Padova), M. De Iaco (Bari), L. Distaso (Napoli), L. Taddio (Udine), F. Valagussa (Milano San Raffaele).
The conference aims to explore the themes developed by Wittgenstein in his own writing on aesthetics as well as the implications of Wittgenstein’s wider philosophical views for understanding central issues in aesthetics. Some central questions: 1) Aesthetics Preferences, Language Games and Forms of Life; 2) «seeing» and «seeing-as»; 3) Aesthetics and Ethics from the “Tractatus” to the “Philosophical Investigations”; 4) the Question of Aesthetic Judgement; 5) Music and Art in Wittgenstein’s Philosophy.
The conference is related to the issue 1/2013 of the journal “Aisthesis. Pratiche, linguaggi e saperi dell’estetico”.
Organization: Fabrizio Desideri (scientific coordination) and Lorenzo Bartalesi (executive secretary)
Contact Information: lorenzo.bartalesi@unifi.it
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A Fabrizio Desideri il Premio Filosofico Castiglioncello 2012 per il volume La percezione riflessa. Estetica e filosofia della mente
Il riconoscimento è stato attribuito al docente fiorentino per il volume “La percezione riflessa. Estetica e filosofia della mente” pubblicato nel 2011 dall’editore Raffaello Cortina. Il saggio è stato scelto dalla giuria perché «affronta il tema degli aspetti emotivi e cognitivi della nostra vita percettiva, facendo dialogare il dibattito filosofico contemporaneo con le prospettive aperte dalle neuroscienze e dalla psicobiologia: l’autore riesce a farlo mostrando come si possano padroneggiare i concetti decisivi per il confronto, attraversando la via di mezzo tra il realismo ingenuo e il riduzionismo che relega la filosofia ad un ruolo secondario e marginale rispetto alle neuroscienze».
La cerimonia di premiazione è prevista per venerdì 23 novembre ore 21,15 al Castello Pasquini di Castiglioncello.
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Vincitrice della SEZIONE GIOVANI intitolata a “Antonella Musu” e pensata per segnalare al pubblico e alla critica le opere di giovani autori, è Simona Chiodo con il libro Estetica dell’architettura edito da Carocci.
È online il numero 2/2012 di Aisthesis “Il verso dell’immagine” a cura di Alice Barale e Andrea Pinotti (http://www.fupress.net/index.php/aisthesis/issue/view/863)
Vero e proprio campo energetico, la superficie dell’immagine è attraversata da vettori dinamici e forze di resistenza che ne compongono, nella loro tensione più o meno armonica, la struttura. Il numero di Aisthesis si propone, attraverso alcuni case-studies particolarmente pregnanti, di illuminare il modo in cui le articolazioni destra/sinistra, alto/basso, davanti/dietro fanno differenza – sintattica, semantica, pragmatica e simbolica – per l’immagine, allo scopo di contribuire a un capitolo decisivo della fenomenologia della sfera iconica. E della sua mitologia.
Il numero è aperto dal saggio di Max Imdahl, Iconica. Autore ancora pressoché sconosciuto al lettore di lingua italiana, l’opera di Imdahl occupa un posto centrale nella discussione contemporanea sulle immagini. La seconda sezione del numero è dedicata ad un aspetto cruciale del dibattito sulla lateralità, ovvero il rapporto tra parola e immagine mentre la terza si concentra sulla questione dell’orientamento nelle arti visive. L’ambiente, nelle sue diverse declinazioni, assume un ruolo centrale nella quarta sezione del numero, dedicata all’architettura e al paesaggio. L’ultima sezione del numero è infine dedicata ad un pensatore che ha saputo porre con particolare radicalità ed urgenza il problema dell’orientamento: Aby Warburg.
ll numero è quindi completato dal Focus “Motivi dell’estetica francese contemporanea” a cura di Fabrizio Desideri e dalla consueta sezione di Note e recensioni.
Estetica e design di Andrea Mecacci
Dall’oggetto unico (l’opera) all’oggetto collettivo (il prodotto): un secolo e mezzo di estetica e design. L’estetizzazione della merce, il rapporto del design con l’arte, l’industria e la tecnica, la nascita dell’estetica industriale sono i temi centrali del libro, che introduce alle principali teorie estetiche del design, dai primi accenni ottocenteschi di Baudelaire e Marx alle prospettive contemporanee e postmoderne aperte da Baudrillard e Flusser.
A. Mecacci, Estetica e design, Collana “Universale Paperbacks il Mulino”, Bologna 2012, pp. 232.

Ciclo Fondamenti di estetica, Venerdì 19 ottobre 2012 alle ore 9,30
Nell’Università di Salerno (Fisciano, Laboratorio di Filosofia e linguaggi dell’immagine) per il ciclo Fondamenti di Estetica si terrà un seminario introdotto dal prof. Fabrizio Desideri (Università di Firenze) dal titolo Aura ex machina: Benjamin e la riproducibilità dell’opera d’arte.
Università degli Studi di Palermo – Università degli Studi di Salerno
Dottorato di Ricerca in Estetica e teoria delle arti
Coordinatore Professor Luigi Russo
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Summer School 2012
Dialoghi di Estetica II – Che cos’è un’opera d’arte?
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
18-23 giugno 2012
Partecipano: Valerio Adami (artista), Tiziana Andina (filosofa, Università di Torino), Alessandro Arbo (filosofo, Università di Strasburgo), Stefano Arienti (artista), Carola Barbero (filosofa, Università di Torino), Chiara Cappelletto (filosofa, Università di Milano), Martina Corgnati (storica dell’arte, Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino), Paolo D’Angelo (filosofo, Università di Roma Tre), Gianluca e Massimiliano De Serio (artisti), Fabrizio Desideri (filosofo, Università di Firenze), Giuseppe Di Giacomo (filosofo, Università di Roma “La Sapienza”), Maurizio Ferraris (filosofo, Università di Torino), Massimo Fusillo (critico letterario, Università dell’Aquila), Wolfgang Huemer (filosofo, Università di Parma), Pietro Kobau (filosofo, Università di Torino), Masbedo (artisti), Giovanni Matteucci (filosofo, Università di Bologna), Marzia Migliora (artista), Pietro Montani (filosofo, Università di Roma “La Sapienza”), Demetrio Paparoni (critico d’arte), AndreaPinotti (filosofo, Università di Milano), Francesco Poli (storico dell’arte, Università di Torino),Francesco Recami (scrittore), Elisa Sighicelli (artista), Stefano Velotti (filosofo, Universitàdi Roma “La Sapienza”), Giorgio Verzotti (curatore e critico d’arte), Alberto Voltolini (filosofo,Università di Torino).
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Nella nuova veste editoriale Firenze University Press e con un nuovo indirizzo web (http://www.fupress.net/index.php/aisthesis) è online il numero 1/2012 di Aisthesis : Paul Valéry: strategie del sensibile a cura di Benedetta Zaccarello, Jean-Michel Rey e Fabrizio Desideri. Il numero, interamente dedicato alla figura di Paul Valéry, raccoglie undici articoli che, seguendo direzioni diverse, convergono nel delineare uno schizzo del pensiero dell’autore di Charmes che ne pone in luce aspetti desueti e talvolta intenzionalmente lasciati sullo sfondo. In questa démarche inedita, l’opera di Valéry si proietta ben al di là di una semplice poetica o di una teoria del fare artistico e assume le dimensioni di una complessa antropologia dell’inhumain disposta attorno alla cruciale nozione di sensibilité.
Il numero è quindi completato dalla sezione Miscellanea, la quale presenta interviste all’antropologo inglese Alfred Gell (postuma) e alla filosofa statunitense Martha Nussbaum, e dalla consueta sezione di Note e recensioni.
Chi siamo
Il Seminario Permanente di Estetica, coordinato da Fabrizio Desideri e Giovanni Matteucci, è sorto nel 2004. Ha sede presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Firenze, e coinvolge studenti, dottorandi e docenti di diversi Atenei. L'attività prevede ogni anno una serie di incontri e un convegno finale. Se l'arte è uno dei modi tipicamente umani di costruire il mondo e di estendere i confini del senso, sono proprio le nuove frontiere del fare artistico contemporaneo a rendere necessario il ripensare da capo il nesso tra l'opera d'arte, come oggetto sociale simbolicamente attivo, e la dimensione percettiva dell'esperienza. Proprio per questo la filosofia deve imparare a misurarsi sia con le rivoluzioni culturali e tecnologiche che hanno ampliato la sfera del sensibile sia con i nuovi saperi (neuroscienze, scienze cognitive, ricerche sull'intelligenza artificiale) che negli ultimi decenni hanno fatto della mente e del suo funzionamento il proprio oggetto d'indagine. Collocandosi sul confine tra corpo e mente, tra oggetto e coscienza, tra comunità e individuo, l'estetica diventa un osservatorio privilegiato per indagare l'immagine dell'uomo che si va formando nella civiltà contemporanea. A questi temi e al dialogo che occorre avviare tra competenze e punti di vista diversi sono dedicate le iniziative di questo Seminario.
The “Permanent Workshop of Aesthetics”, organized by Fabrizio Desideri and Giovanni Matteucci, has been held at the “Facoltà di Scienze della Formazione” (University of Florence) since 2004. Every year, the workshop draws undergraduate students, PhD students and many professors coming from several Universities, who attend the habitual meetings and the annual Conference. If art represents one of the ways in which human beings build their world and extend their boundaries, then the new forms of contemporary art require a rethinking of the relationship between work of art - as social product with symbolic meanings - and perceptual experience. Then, Philosophy should try to understand and get in touch with cultural and technological revolutions, as well as with new kinds of science (neurosciences, cognitive science, IA) deeply interested in looking into the mind and its functions. At the same time, Aesthetics stands exactly on the borders of body and mind, object and science, community and individual, and comes to be a privilege point of view to look at the new imagine of the individual developing in the modern society.
Aisthesis


Aisthesis, nata dal Seminario Permanente di Estetica fondato a Firenze nel 2004 da Fabrizio Desideri e Giovanni Matteucci, si propone – in forma autonoma e notevolmente ampliata rispetto al Seminario – come uno spazio pubblico di ricerca e di discussione filosofica messo a disposizione di tutti coloro che, in vario modo, si occupano di pratiche, linguaggi e saperi di pertinenza dell’estetica, anche al di là di statiche scansioni disciplinari. Per questo, più che l’estetica in senso stretto, oggetto di questa rivista è la nozione di estetico, come nozione che permea, declinandosi in modi necessariamente differenti, culture e forme di vita della contemporaneità, così come della modernità in genere e dei tempi storici alle sue spalle... (continua a leggere la presentazione).

