Firenze, 17 febbraio 2012
Aula Magna della Facoltà di Scienze della Formazione, via Laura 48
Come si ridefinisce il campo concettuale dell’estetico in relazione al fiorire di ricerche che negli ultimi decenni si sono sviluppate intorno alla questione dell’identità umana e dello sviluppo di specifici atteggiamenti cognitivi ? La relazione estetica è una modalità particolare della relazione cognitiva o rappresenta qualcosa di più complesso? Come si può pensare il rapporto tra emozioni e cognizioni nell’esercizio di atteggiamenti estetici? Quale connessione si può stabilire tra la nozione di espressivismo estetico e quella di realismo? Il convegno Riconcepire l’estetica. Prospettive a confronto – promosso congiuntamente dal «Seminario permanente di estetica, da «Aisthesis. Pratiche, linguaggi e saperi dell’estetico e dalla «Rivista di Estetica» – si propone di discutere tali questioni in vista di una riconcezione radicale del senso dell’estetica. «Riconcepire l’estetica», dunque, a partire da un pluralismo di prospettive che, pur diverse per metodi e obbiettivi, risultano non di meno convergenti nel riconoscere il valore globale dell’estetico tanto in rapporto all’esperienza, quanto ai fini di una definizione stessa della nostra identità.
È online il nuovo numero di Aisthesis, L’estetica all’opera. Focus Genette a cura di Filippo Fimiani e Pierre-Henry Frangne. Il numero si compone di due sezioni: la prima parte raccoglie quattro testi consacrati al pensiero estetologico di Gérard Genette presentati al Convegno internazionale L’œuvre de l’art. La pensée esthétique de Gérard Genette [Università Rennes 2 Haute Bretagne, 25-27 novembre 2010]. I saggi di Pierre-Henry Frangne, Bernard Vouilloux, Roger Pouivet e Filippo Fimiani offrono una prima ricognizione critica dell’estetica di Genette sino ad oggi priva di una valutazione complessiva. La seconda parte del numero raccoglie una miscellanea con contributi di Andrew Benjamin, Ilya Bernstein, Vincenzo Bochicchio e Chiara Cantelli.
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Che significato ha l’esperienza estetica nella nostra vita di cittadini di un mondo globalizzato e ipertecnologico? In che misura le preferenze estetiche sono dettate soltanto da emozioni e sentimenti? Quale immagine della mente umana ci restituisce un’analisi filosofica dei fatti estetici?
A tali domande questo libro risponde in maniera chiara e originale. Misurandosi con il dibattito filosofico contemporaneo ma anche con la ricerca nell’ambito delle neuroscienze e della psicobiologia, l’autore definisce l’esperienza estetica come sintesi tra gli aspetti emotivi e quelli cognitivi della percezione.
F. Desideri, La percezione riflessa. Estetica e filosofia della mente, 2011, pp. 252 – ISBN: 978-88-6030-396-7
Settembre 1963. Blue Velvet di Bobby Vinton domina la top ten americana. Al cinema sta per scoppiare il ciclone 007, Dalla Russia con amore, mentre dall’altra parte dell’oceano esplode come una tempesta She Loves You dei Beatles. Un giovane di nome Andy Warhol si prepara ad attraversare in auto l’America, alla scoperta del West. «Più ci dirigevamo a ovest – scrive Warhol – più sull’autostrada ogni cosa appariva pop. Improvvisamente sentivamo di far parte di qualcosa, perché anche se il pop era ovunque, per noi era la nuova arte. Una volta che diventavi pop non potevi più guardare un’insegna allo stesso modo. Una volta che pensavi pop non vedevi più l’America come prima». Continua a leggere
Andrea Mecacci, L’estetica del pop. Teorie miti della cultura di massa, Donzelli, Roma 2011, pp. VIII-200 – ISBN 9788860365811
Chi siamo
Il Seminario Permanente di Estetica, coordinato da Fabrizio Desideri e Giovanni Matteucci, è sorto nel 2004. Ha sede presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Firenze, e coinvolge studenti, dottorandi e docenti di diversi Atenei. L'attività prevede ogni anno una serie di incontri e un convegno finale. Se l'arte è uno dei modi tipicamente umani di costruire il mondo e di estendere i confini del senso, sono proprio le nuove frontiere del fare artistico contemporaneo a rendere necessario il ripensare da capo il nesso tra l'opera d'arte, come oggetto sociale simbolicamente attivo, e la dimensione percettiva dell'esperienza. Proprio per questo la filosofia deve imparare a misurarsi sia con le rivoluzioni culturali e tecnologiche che hanno ampliato la sfera del sensibile sia con i nuovi saperi (neuroscienze, scienze cognitive, ricerche sull'intelligenza artificiale) che negli ultimi decenni hanno fatto della mente e del suo funzionamento il proprio oggetto d'indagine. Collocandosi sul confine tra corpo e mente, tra oggetto e coscienza, tra comunità e individuo, l'estetica diventa un osservatorio privilegiato per indagare l'immagine dell'uomo che si va formando nella civiltà contemporanea. A questi temi e al dialogo che occorre avviare tra competenze e punti di vista diversi sono dedicate le iniziative di questo Seminario.
The “Permanent Workshop of Aesthetics”, organized by Fabrizio Desideri and Giovanni Matteucci, has been held at the “Facoltà di Scienze della Formazione” (University of Florence) since 2004. Every year, the workshop draws undergraduate students, PhD students and many professors coming from several Universities, who attend the habitual meetings and the annual Conference. If art represents one of the ways in which human beings build their world and extend their boundaries, then the new forms of contemporary art require a rethinking of the relationship between work of art - as social product with symbolic meanings - and perceptual experience. Then, Philosophy should try to understand and get in touch with cultural and technological revolutions, as well as with new kinds of science (neurosciences, cognitive science, IA) deeply interested in looking into the mind and its functions. At the same time, Aesthetics stands exactly on the borders of body and mind, object and science, community and individual, and comes to be a privilege point of view to look at the new imagine of the individual developing in the modern society.
Aisthesis


Aisthesis, nata dal Seminario Permanente di Estetica fondato a Firenze nel 2004 da Fabrizio Desideri e Giovanni Matteucci, si propone – in forma autonoma e notevolmente ampliata rispetto al Seminario – come uno spazio pubblico di ricerca e di discussione filosofica messo a disposizione di tutti coloro che, in vario modo, si occupano di pratiche, linguaggi e saperi di pertinenza dell’estetica, anche al di là di statiche scansioni disciplinari. Per questo, più che l’estetica in senso stretto, oggetto di questa rivista è la nozione di estetico, come nozione che permea, declinandosi in modi necessariamente differenti, culture e forme di vita della contemporaneità, così come della modernità in genere e dei tempi storici alle sue spalle... (continua a leggere la presentazione).

